Ho imparato così tanto da voi uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. [Gabriel Garcìa Màrquez]

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mercoledì 29 dicembre 2010

SMELL ROTTEN EGGS, LE UOVA MARCE DELL'H2S

ENI S.p.a. Divisione E&P - Centro Olio Val d'Agri - industria soggetta ai grandi rischi industriali ai sensi D.Lgs. 334/1999 modificato dal 238/2005. E' quanto si "apprende" dal sito dell'ARPAB.
Il centro oli di Viggiano è a rischio incidente rilevante (Seveso Bis) per le seguenti attività: trattamento idrocarburi (liquindi e/o gassosi) proveniente dai pozzi, stoccaggio e spedizione di petrolio grezzo, spedizione di gas naturale, produzione di zolfo liquido.
Ebbene ricordarlo visto che ENI, ancora una volta, minimizza la fuga di gas avvenuta alla vigilia di Natale definendola "anomalia di funzionamento".
Un cittadino della Val d'Agri ci scrive: "Oggi (ndr. 26 dicembre 2010) alle ore 18,27 a Villa d'Agri: odore sgradevole, insostenibile di H2S, uova marce!!!! Davvero insostenibile..."
Filippo Massaro, Presidente del CSAIL, dalle pagine della Gazzetta della Val d'Agri parla di "regalo di Natale dal centro oli ENI-Agip". Massaro dichiara: "...sia pure con un giorno ritardo, decisamente poco gradito: nella serata di Santo Stefano, dalle ore 19 circa, dal Centro Oli Eni-Agip di Viggiano si è sprigionata un’intensa nube tossica di cattivo odore che in poco tempo ha reso l’aria irrespirabile."
Interviene anche la OLA, con un durissimo comunicato (qui sotto), mentre l'ARPAB tace.

Comunicato stampa OLA
Centro Oli di Viggiano, “smell rotten eggs”.
Vi é stata fuga di idrogeno solforato il 25 e 26 Dicembre scorso?

Alcuni cittadini di Viggiano hanno segnalato alla nostra Organizzazione come il giorno 26 dicembre scorso abbiano avvertito una forte puzza di uova marce, nel linguaggio tecnico inglese indicata con il termine “smell rotten eggs”.
La fuga di gas é stata percepita per diversi chilometri intorno al centro olio di Viggiano, costringendo la popolazione che vive intorno all’impianto, classificato in base alla normativa Seveso “suscettibile di provocare incidente rilevante” a chiudersi in casa.
E’ stato anche riferito da parte di alcuni cittadini lacrimazione associata a fastidio nella respirazione. L’odore di uova marce- è bene far notare – non è l’odore dello zolfo, che è inodore, ma solo del suo composto , H2S – Idrogeno Solforato che è tossico e cancerogeno, anche a dosi continuative, se pur limitate. Questo gas venefico brucia con fiamma bluastra che emette un odore caratteristico e soffocante, dovuto al biossido di zolfo (SO2) o dal triossido di zolfo (SO3) che si forma come prodotto di combustione. Eni ha fatto sapere a mezzo stampa che si é trattato dell’ennesima anomalia di funzionamento e che come tale non é tenuta a comunicare non facendo quindi scattare quanto previsto dal piano di emergenza interno ed esterno all’impianto, mentre da parte dell’Arpab non vi sono al momento comunicazioni ufficiali circa le quantità e qualità dei gas sprigionati. Una situazione questa – sottolinea con forza la Ola – che oltre ad essere di inaudita gravità vede gli enti titolati completamente assenti per la salvaguardia della salute della popolazione che vive a contatto con il centro olio di Viggiano.
Non tranquillizzano affatto le rassicurazioni di ENI circa “anomalie di funzionamento” che secondo la stessa compagnia si sono verificate ”dalle ore 1,30 alle ore 2,30 circa del 25 Dicembre 2010 determinatesi presso il Centro Olio, con l’impossibilità di immettere in metanodotto il gas associato già trattato e destinato alla vendita. con conseguente combustione nel sistema di torce di emergenza (ndr ?) per il tempo strettamente necessario a concludere le operazioni di ripristino delle normali condizioni di esercizio…questa situazione si é creata a causa della repentina diminuzione di potenza elettrica disponibile ad alimentare le utenze dell’impianto, tra le quali la stazione di compressione del gas purificato”.
La Ola nel rilevare incongruenze tra quanto avvertito e segnalato dai cittadini e ciò che é stato comunicato da ENI chiede agli organi preposti di accertare le cause di quanto accaduto affinché i cittadini non continuino ad essere esposti a possibili rischi per la propria salute.

Anche la Gazzetta del Mezzogiono riporta il comunicato: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=392390&IDCategoria=12#a_post_comments

2 commenti:

il brigante lucano ha detto...

l'eni ha rotto la minkia. Mi dispiace per esser così diretto e maleducato, ma quanno ce vo' ce vo'

Viler ha detto...

chiaramente ENI ha fatto visita a questo blog..me lo dicono i miei di monitoraggi..